Art is Therapy

Hey guys!

Ecco, sono Giulia e questo nuovo blog parlerà di diverse cose: parlerà di arte, di immagini, di libri, di viaggi, di cibo e anche un po’ di moda. Insomma, parlerà di tutto ciò che “condisce” la mia vita e le vite altrui rendendole piacevoli e semplicemente più belle. Ho voluto creare il mio piccolo angolo di bellezza, dove la realtà entra solo attraverso una lente, come dire, un piccolo Eden dove c’è sempre posto per la meraviglia, le riflessioni, i pensieri.

Non so come andrà a finire, ma sono già contenta di aver iniziato questa mia prima esperienza tecnologica, data la mia scarsa abilità in materia!

Per quanto riguarda il mio primo articolo  mi sono ispirata ad una notizia letta oggi sul sito del corriere: la nipote di Picasso, Marina, ha deciso di vendere ben 7 opere del nonno, per “allontanarsi da un passato doloroso”, come scrive il giornalista. Woooooow! Ecco il mio primo pensiero, seguito da: essere la nipote di Picasso, che meraviglia! Ma ci pensate? Aver conosciuto colui che ha rinnovato l’arte, il fondatore del Cubismo, l’uomo venerato in tutti i libri di storia dell’arte. Aver potuto conoscere cosa pensava lui davvero, cosa lo spingeva a creare, come nutriva il suo Genio indiscusso. E poi, ereditare capolavori artistici invidiati da tutti i musei del mondo e poterli contemplare ogni giorno senza dover neppur pagare il biglietto. Insomma, mi sembrava un paradiso vero e proprio, quello che tutti gli appassionati di arte potevano desiderare: essere figlia d’arte. Poi ho letto bene tutto l’articolo e mi sono resa conto che dietro al genio di Picasso esisteva anche un uomo, con un’anima, dei sentimenti, dei valori. E lì, dalle descrizioni lette anche un po’ qua e là, mi sono resa conto che l’uomo era una cosa, mentre l’artista un’altra, benchè perfettamente intrecciate. L’uomo era crudele, spregiudicato, egoista e spesso infantile con le persone che lo circondavano, Marina compresa che ha deciso di tagliare tutti i ponti con il nonno; eppure le sue abilità artistiche erano uno spettacolo, una meraviglia. Picasso ha avuto molte donne, la maggior parte delle quali ha fatto una fine tragica, e la stessa nipote ha voluto allontanarsi dal peso che il cognome di Picasso comporta.

Ci ho riflettuto per un po’: io amo l’arte e ammiro gli artisti in tutte le loro sfaccettature perchè sono convinta che le loro opere e il loro lavoro sia strettamente intrecciato con il loro modo di essere. Eppure quella persona che per molti è una divinità nel campo creativo, per altri è semplicemente un uomo pieno di difetti e una “cattiva persona”. E’ buffo pensare a come cambia la prospettiva su una singola persona e di come le persone diano peso a cose diverse. Io credo negli artisti e nella loro personalità e credo che essi fossero dei geni anche perchè erano diversi da tutti gli altri, con caratteri, infanzie o vite non facili. In molti casi la loro mancanza di sentimenti “positivi” si tramutava in un capolavoro artistico, creando così questa visione ambivalente del loro essere. Ammirati eppure criticati.

Voglio dire, si può avere tutto e essere perfetti? Essere dei geni, cambiare la storia e essere ottime persone? Gli artisti mi hanno sempre affascinato per la loro forte personalità e per quelle caratteristiche bizzarre tipiche di pochi che rasentano la pazzia. Spesso mi sono chiesta se questi tratti sono perdonabili a persone come loro, perchè in fondo ci sono persone con caratteri peggiori che però non combinano nulla di buono, al contrario di loro che almeno, indirettamente, migliorano la vita di altri.

Ora chiudo con una bel quadro di Picasso(Il Sogno) e ricordate che bè, l’arte, come Parigi, è sempre una buona idea!

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Giulia.

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