Coco Chanel

Hello everyone,

Prima di tutto, buon 2017 a tutti! Che sia un anno meraviglioso, pieno di progetti e passioni. Non posto sul blog da qualche settimana, essere a casa mi fa perdere il conto dei giorni e mi fa diventare davvero pigra. Diciamo che mi sono goduta le feste in ottima compagnia di famiglia e amici e adesso sono pronta a ricominciare con tanti nuovi progetti e opportunità. Mi sono ripromessa (ancora una volta) di scrivere sul blog con costanza, almeno una volta a settimana. Lo scorso term universitario è stato pesante, il prossimo che arriva dovrebbe essere più clemente e quindi concedermi un po’ di ‘spare time’ da dedicare ai miei interessi.

Oggi voglio riprendere la mia rubrica sui libri: l’anno scorso (ancora non mi capacito che il 2016 sia già volato) mi ero ripromessa di pubblicare un post riguardante un libro ogni due settimane. In realtà non è andata proprio così, ma non è mai troppo tardi per riprendere le buone abitudine. Quindi in questo post, come avrete già intuito dal titolo, voglio parlarvi di un libro illustrato che ho letto tutto d’un fiato: Coco Chanel, un’icona di stile di Megan Hess, una fantastica fashion illustrator. Hess ha realizzato tre libri legati alla moda, tra cui appunto Coco Chanel. La copertina bianca, semplice e con il ritratto di Coco mi ha subito colpita in libreria, così senza pensarci due volte l’ho acquistato e sono rimasta davvero soddisfatta dopo averlo concluso.

Coco Chanel è un’icona di stile da sempre, da quando nel 1910 apre il suo primo atelier come modista a Parigi, in Rue Cambon 21. Da quel momento fa molta strada fino ad arrivare al grande personaggio che conosciamo noi oggi come esempio di bon ton e stile.

Why I love the book:

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  • La storia incanta ° Il libro racconta la storia di un’icona di stile, di una donna forte e indipendente e di una lavoratrice instancabile e perfezionista qual era Coco. Ogni amante della moda conosce spizzichi e bocconi della vita della stilista, in parti letti su riviste di moda, in parte ascoltate in televisione. Ma pochi sanno delineare con precisione e chiarezza i momenti importanti della vita di Chanel. Il libro della Hess parla con semplicità e fluidità della vita della stilista, senza caricare il lettore di notizie aride, ma usando brevi e coincise descrizioni. Inoltre il libro è diviso in tre sezioni ( La donna, il marchio e la leggenda) che permettono di apprezzare al meglio e fissare mentalmente gli avvenimenti importanti della vita di Coco.

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  • Le illustrazioni ° Megan Hess è a dir poco bravissima nell’illustrare Coco e la sua storia. I personaggi somigliano a figurini di moda, sempre perfettamente abbigliati e ricchi di particolari, ma con un tocco di estro; il logo di Chanel è ripreso quasi in ogni pagina, come una vera celebrazione del marchio e la figura di Coco è bella ed elegante ad ogni tocco. Inoltre, mi è piaciuto molto l’uso sapiente dei colori: le illustrazione sono per la maggior parte in bianco e nero con dei tocchi di rosso, beige e rosa, colori spesso utilizzati dalla stilista. Sfogliare le pagine dona una sensazione di pace e bellezza fuori dal comune.

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  • Le citazioni ° Dopo ogni numero di pagine ci sono delle citazioni di Coco stessa, legate allo stile e all’eleganza, un modo per sentirsi più vicini alla designer e seguire alcuni dei suoi consigli più azzeccati. Una delle mie preferite recita: ‘Per essere insostituibili bisogna essere originali’. Nulla di più vero e Coco è sicuramente riuscita nell’intento.

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  • Il blend ° Con il blend intendo il blend di moda, beauty e determinazione che condiscono le pagine del libro. Si parla di Chanel stilista e quindi della sua passione per la moda e la sua lungimiranza in un campo che all’epoca era dominato da fronzoli e gran fiocchi, ma si parla anche di Chanel N°5, il suo celeberrimo profumo (che tra l’altro è davvero buonissimo e lo consiglio a tutte!) e della personalità di Coco: precisa, determinata e perfezionista. E’ bello appassionarsi ad un personaggio conoscendo tutte le diverse sfaccettature e non solo quelle prettamente legate al lavoro.

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  • Il dopo e Karl Lagerfeld ° E’ interessante sapere cosa successe dopo la morte di Coco, come la sua casa di moda è passata di mano in mano fino ad arrivare nelle mani miracolose di Karl Lagerfeld. Sicuramente un noto personaggio nel mondo della moda, conosciuto per la sua stravaganza, ma soprattutto per il suo stile moderno e in grado di cogliere l’essenza della maison Chanel con innovazione e gran gusto. I due non si conobbero mai, ma Lagerfeld considera Coco ‘lo spirito della donna moderna’. E possiamo affermare che in effetti è proprio così.

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Il weekend si avvicina e io vi consiglio di immergervi nella lettura di questo fantastico libro, magari con una tazza di tè fumante e una coperta fluffy, mentre fuori il freddo non dà ancora tregua e noi aspettiamo impazienti la primavera.

Buona lettura e buon weekend,

Giulia

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Think like an Artist!

Hey guys! I’m back this week (I know, I should have been back last week as well, but I was super busy!) with a new post about a book I read recently. I was thinking of creating a sort of book club, a small place where I can share every two weeks the last book I read and liked. I love reading and I usually read so many books over summer, so why not sharing them?

This week I’m gonna talk about a book about art called “Think Like an Artist”. The author is Will Gompertz, the BBC’s art editor. I saw the book while I was in Liverpool with my friend at the Shop of the Tate Museum and I was truly caught by it!

It’s not a story, but it is a book made of chapters that explain how to be more creative and artistic in our everyday life. We all need a little bit more of creativity and freedom, but it’s not so easy to know how to achieve it. In the introduction, the first sentence says “We are all artists” and that’s absolutely true! We can all be creative and artistic in many different ways, the only problem is only to understand how.

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The book gives the reader a new way of looking at artists: they are normal people too, like every of us. We usually think artists live in their own world, but the truth is that they live in the same world as us, but they are able to perceive the world differently and be brave.

My favorite chapter is the fourth one about the idea that artists steal. It may seem impossible or weird, but this is the reality: artists steal from other artists, get inspiration and transform it into something different, that none thought of before. They are able of combining elements that might appear completely one the opposite of the other and then generate ideas, valuable ideas. The main concept is that creativity doesn’t need something that is completely new, but simply someone who can look further than anyone else.

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What I liked about the book is the way of explaining concepts very clearly and using real examples of many different, known and unknown, artists. This is really helpful for readers like me to understand that what the writer is writing about is not crap, but mere reality and so me too I can have a chance of being more creative. I mean, if Picasso made it starting from being an unknown Spanish artist, nothing is so impossible.

Finally, I appreciated the presence of colored pictures at the end of the book that are used to reference some details the writer talked about in the book. Here you can admire the artworks by Caravaggio or “The Girl with a Pearl Earring”, the development of the linear perspective or the “Self Portrait” by Rembrandt.

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So guys, I hope you liked my small review about “Think like an Artist” and let me know what you think about it if it happens you read it!

See you and have a nice week,

Giulia

 

The beauty of writing

“More or less one hour. That was the time Viktor spent watching the young lady who was sitting on the couch in the villa. He was there by chance; he had no actual reason to be there, in that beautiful place. He was not supposed to be there, he was supposed to be far away, on a plane. But he found that, he found that villa while he was driving to the airport and so he stopped. Why did he stop? I mean, he was supposed to take that plane, he was happy to take the plane. But then something happened, something he could not explain happened: he felt the presence of beauty, something that dragged him here, in this villa. And the villa was so beautiful indeed, wonderful: the architecture was perfect and the decorative images on the walls painted with pastel colors were a tresure for the eyes. Beauty was in front of him and he was right there, at the perfect moment, to catch it.”

I wanted to explore the beauty of writing: I started this small paragraph without knowing what to write and where I was going. I just let myself go and I found my mind wandering around and come up with this small extract. I kind of like it, the idea of the unknown, the idea of beauty, the importance of art. I put everything I like, creating a tiny world in which I can feel safe and satisfied with life. That’s the magic about writing: you start typing on your computer and you  let yourself go, allowing your brain to create and mould new characters and stories that wether you like it or not, they will reflect who you are or who you’re wanna be.

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Giulia

The Elegance of the Hedgehog

I read the Elegance of the Hedgehog because my mom told me it was a really good book. Well, my mom thinks all the books in the world are good books, but this time I wanted to trust her. So I started reading the book: the first time, last year, I gave up almost immediately, I don’t know why but I didn’t like it from the very beginning. So I quit and I started another random book. However last week I found the same book in a flea market in Milan and I thought “Oh, it seems so nice, I should read it!”. So I came home, I grasped the book and I started reading. The book was great. I loved it. It’s been so delicate, personal and beautiful.

I found interesting my double and opposite reaction to the same book in two different timeframes. This shows how personal books are and how reading them is influenced by our lives. Depending on our mood and our current situation we can find a book revealing or stupid, smart or nonsense. It all depends on us. So, I came to the simple conclusion that people love books when they reflect their human being in a certain period or when the books are the projection of how people would like to be or live. This is also what happened to me.

In the Elegance of the Hedgehog I loved the importance the characters give to Art and Beauty and Little Things. In my little mind this is is how we should live our life: following and creating works of art, appreciating and creating beauty and enjoying our little moments of happiness. Maybe it’s all an bit naif, but dreaming is costless, right?!

I also really liked the figure of the concierge: I thought it was funny how she wanted to keep a mask and behave like a steretypical angry spinster in order to mock the world around her. In reality she was smart and self-educated: she discovered that art and literature made her life beautiful. The idea is that we are animals, but thanks to literature and art we can improve our condition and let ourselves go. Well, what can I say, she’s totally right!

I don’t know, but I think this book is really deep and thoughful. It is a book that helps to appreciate ourself and appreciate culture. To appreciate love and friendship. To appreciate art and beauty. In three words, to appreciate life.

Giulia

A thought

“Eccoci, siamo qui. Siamo sempre qui, immersi nella quotidianità. Siamo sempre qui, nelle nostre vite. Che sollievo, no? No dico, che sollievo sapere che siamo qui, che in fondo possiamo ancora abbracciarci, che in fondo possiamo ritrovarci. Sdolcinata dici? Sì, bè, forse hai ragione, ma è così rassicurante sapere che nel mondo non si è mai del tutto soli e poi, come si dice, la speranza è l’ultima a morire. Non è sempre un bene, eh? Sìsì, lo so, ma gli uomini sono strani sai…prima vogliono qualcosa a cui aggrapparsi e poi, quando finalmente ce l’hanno, si sentono maledettamente insicuri. È la natura umana, dici? Sì, potrebbe essere. Ma che a dirla tutta io la natura umana non l’ho mai davvero capita, non è che mi daresti una mano? Sai, è così faticoso fare tutto da soli!”